Avvisate gli editori che stanno per chiudere!
La direttiva europea sul Copyright voluta (anche) dagli editori gli si ritorcerà contro, probabilmente radendo a zero i visitatori dei loro siti.
Docente e consulente di comunicazione digitale
La direttiva europea sul Copyright voluta (anche) dagli editori gli si ritorcerà contro, probabilmente radendo a zero i visitatori dei loro siti.
Oggi parlavo di un argomento con delle persone. Telefoni in tasca o sul tavolo in standby. Dieci minuti dopo apro Facebook e il primo post della bacheca era su quell’argomento. Basta questo per dire che Facebook ascolta le nostre conversazioni?
Ogni giorno ci imbattiamo in persone convinte che la pseudoscienza (e piĂą in generale le bufale) sia “vera informazione”. Ecco un esempio di discussione con un complottista.
Da oggi è possibile ascoltare la versione audio del programma tv FvgTech anche su Spotify. Si aggiunge quindi questa piattaforma alla trasmissione televisiva sulla tecnologia di Gabriele Gobbo.
Paragonare YouTube a IGTV è come paragonare un iMac Pro ad una calcolatrice Casio anni 90. In questo articolo del mio blog vi dico la mia.
Il concetto è molto semplice, Facebook vuole “essere internet” e, contestualmente, Mark Zuckerberg vuole esserne il suo dio (o padrone, che dir si voglia). Per una miriade di esseri umani, andare su internet significa aprire Facebook. Vivono la loro vita online nel “recinto” del social network in blu, se proprio devono fare una gita fuori porta, fanno un salto su Instagram (di proprietà di Facebook) oppure scrivono ai loro amici via Messenger (di proprietà di Facebook).
Vi spiego in due parole cosa è successo all’audizione in senato di Mark Zuckerberg, il paròn di Facebook, andato (chiamato) lì per spiegare il presunto “scandalo” dei dati.
Che differenza c’è fra “schedare” gli utenti per convincerli a votare un certo partito o farlo per convincerli a comprare un certo prodotto? Credo che  (far finta di) scandalizzarsi per il caso “Facebook / Cambridge Analytica” di questi giorni sia aria fritta. Dov’erano giornali e TV quando molti altri facevano la stessa cosa ma per vendere di più? Si sono accorti solo oggi che Facebook (e tutti gli altri) raccolgono dati per venderli agli inserzionisti?
Venghino, siori e siore, venghino! Eventi, eventi e ancora eventi, col denominatore comune di “fare soldi con l’online” con la rete, con l’ecommerce, con i siti e con tutto quanto è vagamente digitale. PubblicitĂ e inserzioni spopolano su Facebook e altrove, personaggi noti e meno noti fanno capolino nelle locandine pubblicitarie virtuali, nei post, nei video e nelle inserzioni.
In questi giorni non si fa altro che parlare di Vero, il “nuovo” social network che pare stia spopolando, soprattutto fra gli utenti di Instagram. La domanda sorge spontanea: ci serve un nuovo social network? Che gli utenti stiano correndo a registrarsi su Vero è innegabile, pure io l’ho fatto, ma al momento è tutto tranne che una transumanza, nessun trasloco di massa in corso. Per ora è solo curiositĂ , anche se sintomatica dell’insofferenza che i tre gioielli di Mark stanno generando, non si salva Facebook, non si salva Instagram e non si salva WhatsApp.Â