Chiara Ferragni e il caso dell’acqua Evian, la mia risposta

Cari social, dateci oggi il nostro scandalo quotidiano. Oggi è esploso il caso di Chiara Ferragni e l’acqua Evian con le bottiglie firmate dalla blogger, lo scandalo sta nel cartellino del prezzo: 8 euro. Questa è la mia risposta, che vedete qui sottoforma di post di Facebook. Non credo serva nemmeno perdere tempo a spiegare questa non-notizia e questa inutile indignazione a mezzo social. Mi vergono solo un po’ per i giornalisti e i loro titoli tipo “rivolta del web contro l’acqua della Ferragni”.
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Post autoreferenziale: Intervista nel telegiornale di Udinews TV

Sono stato intervistato nel telegiornale di Udinews TV, la televisione ufficiale dell’Udinese, ma questa volta non per il mio lavoro nel mondo digital, bensì per il mio progetto personale BabboFelice.it, un blog che ho inaugurato qualche tempo fa dedicato ai papà dove racconto la mia vita da genitore dndo consigli e idee. Vi lascio il video dell’intervista in questo post un pochino autoreferenziale 🙂
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Compleanno bambino autistico, la mia opinione su come è stata riportata la notizia

Ieri ho pubblicato un post nel mio blog dedicato ai papà, in cui parlavo del “caso del compleanno del bambino autistico“. Visto che l’argomento di cui parlo è strettamente legato con l’informazione e la parte “bufalara” del mondo web, mi fa piacere condividerlo anche qui. L’articolo prende spunto dalla “notizia” del compleanno disertato dagli altri bambini che è esplosa sui social, per parlare di come i giornali spesso deformino la realtà e omettano informazioni e dettagli (forse involontariamente…) per generare facile indignazione, quindi condivisioni, quindi click. La notizia del bimbo autistico “lasciato solo” alla sua festa ha generato migliaia e migliaia di condivisioni e commenti, ma siamo sicuri sia andata propriò così? Siamo sicuri che l’unico motivo per non essere andati alla festa sia la condizione del festeggiato e quindi sia stato discriminato in quanto autistico? Io non credo. Qui sotto vi riporto l’articolo che ho pubblicato ieri su babbofelice.it
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Per capire il livello di alfabetizzazione degli italiani basta un post

Per capire il livello di cultura, alfabetizzazione e capacità mentali medie degli italiani, basta leggere i commenti di questo post su Facebook. Il 90% crede sia vero e ci discute pure seriamente. Tutta gente con diritto di voto.

Ma come si fa a credere che una pagina denominata “Luigi Di Majo” sia vera (si avete capito bene, Majo scritto con la J)? Ma soprattutto: come si fa a credere che un ministro dica “non abbiamo nulla contro coloro che non amano lavorare”?
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Diego Piacentini e il dramma del digitale in Italia

Mi è capitato di “criticare” il lavoro svolto da Diego Piacentini in diversi commenti di post su Facebook “iper leccaculo” pubblicati da chi non ha mai pubblicato niente se non ora che se ne va e se non per elogiarlo. Qui vi racconto come la penso.

Ho sempre avuto la correttezza di dire che la colpa non era più di tanto sua, ma del colabrodo italico della PA. Al contempo però ho sempre cercato di non farlo passare per un santo che con la sola sua professionalità poteva dare un colpo di bacchetta magica e risolvere tutto. Non entrerò nel merito del possibile conflitto di interessi nell’essere un “uomo del governo” e contemporaneamente un “uomo di Amazon” (sebbene in pausa), credo fermamente nella sua trasparenza.
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Le banche e la finta trasformazione digitale

Alcuni clienti mi hanno chiesto di emettere delle Ri.Ba per agevolare loro i pagamenti. Nulla di più facile, ho pensato, siamo nel 2018 e con l’home banking sarà un gioco da ragazzi. Nulla di più sbagliato! Riassumo a forma di “chat” quello con cui combatto da 3 mesi, senza successo. Vi faccio già lo spoiler del finale: emetterò RiBa in cartaceo recandomi in banca e consegnando il modulo compilato a mano.
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Avvisate gli editori che stanno per chiudere!

Avrete letto più o meno tutti qualcosa a proposito della nuova direttiva europea sul Copyright, spinta grandemente da molti editori online, che fra mille altri disastri, a breve obbligherà i giganti del web (e non solo) a pagare gli editori stessi per pubblicare i link ai loro articoli sotto forma di snippet (estratti). Questa follia è conosciuta come “link tax”. Vediamo come andranno le cose realmente secondo me.
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Facebook ci ascolta a nostra insaputa?

Oggi parlavo di un argomento con delle persone. Telefoni in tasca o sul tavolo in standby. Dieci minuti dopo apro Facebook e il primo post della bacheca era su quell’argomento.

La cosa “strana” è che l’argomento era a me abbastanza sconosciuto, precisamente una località di villeggiatura, che non ho mai frequentato e che non conosco granchè, di cui sono certo non aver mai scritto sui social, sui blog e nemmeno via WhatsApp o Instagram, tantomeno su Facebook.
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Come funzionano le discussioni con complottisti e patiti di pseudoscienza

Ogni giorno ci imbattiamo in persone che, grazie al facile accesso a internet, sono convinte che la pseudoscienza (e più in generale le bufale) sia in realtà la “vera informazione” perchè la scienza (quella vera, ma vera vera) è al soldo di qualcuno che vuole nasconderci qualcosa; non sanno bene di chi e per nasconderci cosa, ma l’importante per loro è trovare sempre una “teoria del complotto”.

Che si tratti di terra piatta o di vaccini, oppure di incidenti o attentati, troveranno sempre un link o un post (ovviamente falso) che darà spazio e supporto alle loro credenze.
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