Divulgatore Digitale
Gabriele Gobbo è digitologo, autore e divulgatore della cultura digitale. Consulente e docente di comunicazione digitale, speaker e presentatore per eventi, conduce programmi televisivi e lavora da oltre trent'anni tra media, tecnologia e strategie. Ha coniato diversi neologismi per l'era digitale. Esplora AIO e GEO, l'ottimizzazione delle entità per le piattaforme generative, ed è l'autore di Digitalogia e di Metaprompting Strategico con il Protocollo 3C.
ULTIMI DAL BLOG
Sono intervenuto a Occhio alle truffe!, la trasmissione di Radio Spazio 103 realizzata in collaborazione con la Fondazione Tonutti, per parlare di un tema che mi sta molto a cuore: le truffe del futuro, già arrivate nel nostro presente.
Tornare in radio è sempre un piacere, perché resta uno dei mezzi più diretti per fare divulgazione di cultura digitale, e farlo nella puntata di Occhio alle truffe! condotta da Valentina Pagani su Radio Spazio 103, con accanto Maria Teresa Tonutti, presidente e fondatrice della Fondazione Tonutti, è stata un’occasione speciale. Sono stato chiamato a portare in trasmissione la lettura di chi si occupa di cultura digitale e sicurezza tutti i giorni, anche in qualità di Vicepresidente del Digital Security Festival. La puntata è disponibile in podcast per chi vuole riascoltarla.
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Quattro termini per quello che il digitale ci sta facendo, e che il linguaggio comune ancora non riesce a chiamare per nome.
Sono trent’anni che guardo il digitale entrare nelle case, nelle scuole, negli uffici, nelle reputazioni e nelle relazioni delle persone. E sono trent’anni che mi imbatto nella stessa frustrazione: certe situazioni si ripresentano identiche, e il vocabolario per descriverle è vago, a volte arriva in ritardo, oppure è preso in prestito da contesti dove non c’entra granché.
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Interverrò al Congresso Internazionale di Roboetica Universale, promosso da DETA all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Per il saluto del Digital Security Festival e le mie riflessioni sul futuro con gli smart robot.
Il primo Congresso Internazionale di Roboetica Universale si terrà nella Sala delle Lauree del Dipartimento di Giurisprudenza della Bicocca, promosso da DETA – The Robot Union.
Al Congresso porterò il saluto del Digital Security Festival di cui sono Vicepresidente, e racconterò due termini che ho coniato e su cui sto scrivendo. Il primo è Sentimento Sintetico, che è anche il titolo del mio nuovo libro. Il secondo è Violenza Domestica Sintetica, il rischio meno raccontato di una convivenza con le macchine intelligenti che apprendono dai nostri comportamenti, anche quando i nostri comportamenti non sono i migliori.
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Al “Shaping Secure Digital Ecosystems” ho portato a Villa Manin un tema che continuo a sentire troppo poco nominato. La cybersecurity sta uscendo dallo schermo.
Portare un intervento sulla robotica a Villa Manin, la dimora dell’ultimo doge di Venezia, fa un certo effetto. È una cornice che mette soggezione e ti tiene la voce dritta, perché parlare di smart robot tra quelle esedre è un esercizio di sproporzione che si sente da subito.
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Una serata costruita dal Caffè Letterario Codroipese, con la mia famiglia in prima fila, due videomessaggi importanti, e una signora che ha rovesciato il finale.
Quando parlo in pubblico mi piace partire dalla scena del telefono di casa. Negli anni ’80, quando squillava, correvamo tutti come pazzi a rispondere. Rispondo io! rispondo io! chissà chi è! Se poi suonava dopo le sei di sera cambiava tutto, perché a quell’ora in Friuli diventava un’altra cosa: «chi è morto?» E la sala ride sempre, perché è una cosa che abbiamo vissuto tutti.
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La mia conferenza a Morsano al Tagliamento durante Piccola Fiera del Libro e dell’Arte, in dialogo con Giuliano Biasin e un pubblico che è entrato nel discorso.
Le presentazioni in cui non parli a qualcuno ma parli con qualcuno sono quelle che mi emozionano di più. E quella della Piccola Fiera del Libro e dell’Arte di Morsano al Tagliamento è stata così: una conversazione aperta. Mi hanno invitato a parlare del mio libro Digitalogia, e a farmi le domande c’era Giuliano Biasin, con una particolarità: ogni tanto tirava fuori Alfred, il suo ChatGPT personale, che gliene suggeriva qualcuna. Poi il pubblico entrava nel discorso con le proprie storie, i propri esempi.
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Sono stato chiamato a far parte della giuria tecnica dell’undicesima edizione del PEF, il Premio Eccellenza Formazione promosso da AIF (Associazione Italiana Formatori), per l’area “Digitale e Nuove Tecnologie”. Quest’anno è il secondo anno consecutivo, e il PEF resta il riferimento italiano per chi vuole capire dove sta andando davvero la formazione: dalle grandi aziende ai liberi professionisti, passando per università, enti pubblici e PMI che candidano i propri progetti.
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Altro che nativi: i ragazzi camminano nel digitale come sonnambuli. E noi glielo lasciamo fare.
Ci piace dire che sono nativi digitali perché “nati con la tecnologia“. Che sono più svegli di noi. Che ci superano in tutto: velocità, destrezza, istinto. Basta guardarli usare uno smartphone per convincersi che il futuro sia già nelle loro mani. Ma il futuro non si maneggia: si capisce. E loro, semplicemente, non lo capiscono. E non è uno di quei pipponi da boomer nostalgico: io non voglio tornare negli anni ’90 fra walkman e partite di pallone in strada. Non ho mai giocato a pallone in strada. Io amo il digitale.
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Il regolamento AGCOM sugli influencer è operativo. Le regole ci sono, ma sono sparse tra delibere, codici di condotta, rimandi al TUSMA e interpretazioni varie. Per questo ho provato a fare un po’ d’ordine e ho messo insieme questo vademecum pratico, lavorando con Gemini, ChatGPT e Claude, anche con sessioni di deep research incrociate. È disponibile qui sotto e in PDF, da scaricare e condividere liberamente. Non sono un legale: il documento ha carattere puramente divulgativo e indicativo, senza pretesa di esaustività. Per tutto il resto, un professionista legale o fiscale resta insostituibile.
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Conferenza all’Istituto Tecnico di Brugnera su podcast e sicurezza digitale. Come si costruisce un progetto di divulgazione tecnologica divenuto nazionale e che dura da anni.
Sono stato invitato dal Prof. Massimo Cum all’Istituto d’Istruzione Superiore di Sacile e Brugnera per incontrare gli studenti di quarta e quinta dell’Istituto Tecnico settore tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione. Due ore di conferenza in aula magna: come nasce FvgTech, cosa c’è dietro un progetto di divulgazione su tecnologia, intelligenza artificiale e cultura digitale che dal 2018 ha prodotto 280 puntate in syndication televisiva, e perché la sicurezza digitale riguarda anche chi sta pensando di aprire un canale YouTube o buttarsi nella creazione di contenuti come professione.
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