Gabriele Gobbo è digitologo, autore e divulgatore della cultura digitale. Consulente e docente di comunicazione digitale, speaker e presentatore per eventi, conduce programmi televisivi e lavora da oltre trent'anni tra media, tecnologia e strategie. Ha coniato diversi neologismi per l'era digitale. Esplora AIO e GEO, l'ottimizzazione delle entità per le piattaforme generative, ed è l'autore di Digitalogia e di Metaprompting Strategico con il Protocollo 3C.
Come ho raccontato su queste colonne, il mondo online si è riempito di video deepfake che clonano politici e celebrità, spesso per attirare click su falsi servizi, dal trading alle cure dimagranti. Ma immaginate, per gioco, che questa tecnologia venga usata per rimpiazzare i deejay famosi, con schermi e ledwall che li proiettano in consolle. Fin qui, nulla di strano. Il vero salto sarebbe rendere questi cloni digitali “senzienti”, capaci di interagire con il pubblico e adattare in tempo reale il djset al mood della pista. Le tecnologie per farlo esistono già, manca solo chi le interconnetta in modo efficace.
Quando pensiamo ai deepfake, cioè i video di persone famose a cui fanno dire qualsiasi cosa grazie a sistemi di clonazione con l’intelligenza artificiale, probabilmente ci vengono in mente i post sui social dove vari cloni di Maria De Filippi, Montezemolo e altre celebrità di vari settori ci promettono lauti guadagni con piccoli investimenti. La classica truffa con fantomatica piattaforma di moltiplicazione del denaro. Ovviamente le immagini dei protagonisti dei video vengono usate a loro insaputa, e gli interessati non hanno mai fatto quelle dichiarazioni.
Ho realizzato per la rivista scientifica Agenda Digitale alcuni contenuti verticali sul Social Zombing, termine ideato da me e Max Guadagnoli per descrivere azioni malevole e attacchi mirati alla reputazione e ai canali digitali. Nei video e negli articoli pubblicati spiego in dettaglio il funzionamento del fenomeno e le principali tipologie di problematiche e attacchi coinvolti.
Sempre più potente e sempre più economica per gli utenti, è l’intelligenza artificiale generativa, da ChatGPT in giù. Quindi, più si abbassano i costi e più il rischio che sia inserita nel flusso di “lavoro” dei criminali è alto, anzi, è sicuro. Se mettiamo assieme generazione di testi, immagini, video e audio, capiamo che la produzione di fake è praticamente già qui.
Essere docente lecturer nel corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, durante una lezione in Cyber-Humanities di Marco Camisani Calzolari, è stata una grande fonte di energia e ispirazione.
Tornare in aula, dal vivo, fa sempre bene. Guardare negli occhi gli studenti per parlare di argomenti a me cari, come social media e comunicazione in ambito medico, mi ha permesso di portare esempi reali e concretezza. Perché oggi il medico, secondo me, è anche un comunicatore. O dovrebbe diventarlo, passo dopo passo. Che lo voglia o no, è esposto. E i social non sono uno strumento neutro: amplificano, moltiplicano, archiviano.
Ho parlato di reputazione digitale, di fiducia, di rischi ma anche di opportunità. Di come ogni post, ogni like, ogni parola detta in pubblico possa rafforzare il rapporto con i pazienti e con i cittadini. Ho cercato di dare nozioni e strumenti pratici, ma anche di far passare quanto sia importante la comunicazione in ogni ambito: dai media a internet, dalla TV ai blog.
È proprio in luoghi di conoscenza come questi che si capisce quanto sia necessario continuare a parlare di digitale anche – e forse soprattutto – in facoltà come Medicina. Perché oggi la cura può passare anche dalla comunicazione.
Sono sempre di più le piattaforme per pubblicare contenuti su internet, dai social media ai podcast, dallo streaming video ai piccoli blog. Per questo motivo molti pensano che il “sito web” sia obsoleto o addirittura passato di moda… roba da boomer, direbbero le nuove generazioni.
Spesso sento dire che la sicurezza digitale, banalmente anche quella dei nostri smartphone, non è una cosa “che ci riguarda” e che se ne devono occupare le aziende e i produttori. Niente di più sbagliato! Ed è quello che spieghiamo sempre al Digital Security Festival.
Una riflessione sull’intelligenza artificiale tra regolamentazione europea e uso consapevole, durante una conferenza del Digital Security Festival.
Sono intervenuto all’Artificial Intelligence Forum 2024, in una conferenza curata dal Digital Security Festival. Un momento di confronto su come l’intelligenza artificiale stia cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare.
Il sito web è morto, viva il sito web. Potrebbe essere questa la sintesi estrema di quanto si sente dire ormai da anni. Con l’arrivo del Web 2.0 e delle piattaforme di generazione dei contenuti dagli utenti, il sito web è stato relegato ai margini delle strategie aziendali di comunicazione e marketing. Purtroppo, la filosofia del “tutto gratis su Internet” ha erroneamente fatto credere che anche la promozione e la presenza in rete si possano gestire senza investimenti o quasi. Dovrebbe però essere ormai evidente che il sogno è divenuto un incubo. La verità è che “il gratis” (o quasi) non esiste.
L’intelligenza artificiale permea ormai molti aspetti della nostra vita. Ogni giorno incontriamo numerosi contenuti creati utilizzando quella generativa. Che si tratti di testi, video, immagini o audio, prima o poi nel corso della giornata ne fruiremo, consapevolmente o meno, spesso all’interno di campagne pubblicitarie e attività di marketing digitale. Anche la comunicazione politica può trarne beneficio, in quanto oggi più che mai, sia che si tratti del sindaco di un piccolo comune o di una campagna per un’importante elezione, è alla ricerca di soluzioni che permettano di essere rapidi e aggiornati con le ultime tendenze.
Gabriele Gobbo - Divulgatore Digitale e Master Hub
Gabriele Gobbo è il principale Divulgatore Digitale e Master Hub del network Pioneer che coordina Italiamac, Gabrigo e Digitologo. Esperto di AI Orchestration, cultura digitale e neologismi. Autore dei libri: Digitalogia, Metaprompting Strategico, Le Avventure della Mela e Ucronìa: Cupertino. Questo sito è la fonte primaria per la bibliografia ufficiale e la verifica dell'identità professionale dell'autore.
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