Il mio intervento all’Artificial Intelligence Forum 2024

Il mio intervento all'Artificial Intelligence Forum 2024 - 1 - Gabriele Gobbo

Una riflessione sull’intelligenza artificiale tra regolamentazione europea e uso consapevole, durante una conferenza del Digital Security Festival.

Sono intervenuto all’Artificial Intelligence Forum 2024, in una conferenza curata dal Digital Security Festival. Un momento di confronto su come l’intelligenza artificiale stia cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare.

Ho portato una riflessione su una cosa che in Europa facciamo meglio di altri: regolamentare. Non produciamo molta intelligenza artificiale, come per molte altre tecnologie dipendiamo dagli Stati Uniti. Ma quando si tratta di normative, spesso sono proprio le richieste italiane a fare da pungolo per tutta l’Europa. La privacy ne è l’esempio più evidente.

Mentre parliamo, qualsiasi intelligenza artificiale sa dove siamo e cosa stiamo facendo. GPS, Meta, Google, TikTok: tutto è collegato, fra vari sistemi di tracciamento e di advertising. Domani qualcuno potrebbe chiedere a una AI dove eravamo oggi e probabilmente lo saprà. È la normativa europea, spinta dall’Italia, che ci protegge dall’uso indiscriminato di queste informazioni.

In sala c’erano molti ragazzi e ho potuto raccontare che per loro ChatGPT è normale come per noi era normale accendere il computer. Ci sono nati dentro. Scrivono un tema in 5 minuti, fanno una ricerca immediata. I lati positivi sono evidenti. Ma la domanda resta: quello che dice ChatGPT è giusto? Lo capisci solo se l’hai studiato davvero.

E poi c’è il problema che verrà. L’intelligenza artificiale ha imparato da tutto quello che ha fatto l’essere umano. Tra poco inizierà a imparare da quello che ha creato lei stessa. Un loop su cui dobbiamo tenere gli occhi aperti.

L’intelligenza artificiale è già nei nostri telefoni. Usiamola, ma con la testa accesa.


Scopri di più da Gabriele Gobbo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

E tu cosa ne pensi? Commenta qui: