I ragazzi non sono nativi digitali, ma sonnambuli digitali
Altro che nativi: i ragazzi camminano nel digitale come sonnambuli. E noi glielo lasciamo fare.
Ci piace dire che sono nativi digitali perché “nati con la tecnologia”. Che sono più svegli di noi. Che ci superano in tutto: velocità, destrezza, istinto. Basta guardarli usare uno smartphone per convincersi che il futuro sia già nelle loro mani. Ma il futuro non si maneggia: si capisce. E loro, semplicemente, non lo capiscono. E non è uno di quei pipponi da boomer nostalgico: io non voglio tornare negli anni ’90 fra walkman e partite di pallone in strada. Non ho mai giocato a pallone in strada. Io amo il digitale.
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