Il mio intervento in radio sulle truffe del futuro e sugli smart robot

Il mio intervento in radio sulle truffe del futuro e sugli smart robot - Gabriele Gobbo

Sono intervenuto a Occhio alle truffe!, la trasmissione di Radio Spazio 103 realizzata in collaborazione con la Fondazione Tonutti, per parlare di un tema che mi sta molto a cuore: le truffe del futuro, già arrivate nel nostro presente.

Tornare in radio è sempre un piacere, perché resta uno dei mezzi più diretti per fare divulgazione di cultura digitale, e farlo nella puntata di Occhio alle truffe! condotta da Valentina Pagani su Radio Spazio 103, con accanto Maria Teresa Tonutti, presidente e fondatrice della Fondazione Tonutti, è stata un’occasione speciale. Sono stato chiamato a portare in trasmissione la lettura di chi si occupa di cultura digitale e sicurezza tutti i giorni, anche in qualità di Vicepresidente del Digital Security Festival. La puntata è disponibile in podcast per chi vuole riascoltarla.

Ho parlato di come l’intelligenza artificiale possa diventare una clava contro di noi. Oggi è già possibile iniettare dati nelle risposte dei modelli, in modo che le AI parlino in un certo modo di qualcuno o di qualcosa. Se quei dati sono buoni, va bene. Se sono malevoli, ci troviamo davanti a truffe reputazionali sofisticate, perché ormai tendiamo a prendere per buono quello che ci dice un chatbot senza nemmeno verificare. Le intelligenze artificiali non sono automazioni, sono autonomizzazioni, e questa differenza cambia tutto.

Ho poi voluto andare dove ancora pochi guardano. I robot in casa li abbiamo già, e nessuno sembra essersene accorto davvero. Gli aspirapolvere rotondi con la telecamera, comprati a centinaia di migliaia, sono finiti in rete con video privati di chiunque, perché quasi nessuno cambia password o aggiorna il firmware quando li accende. Da lì alle estorsioni il passo è già stato fatto.

Ma il vero salto è quello che arriverà tra pochissimo, quando in casa cammineranno robot che imparano. Un robot che ti osserva, capisce i tuoi orari, ti vuole bene per sempre, e che intanto vede dove tieni la cassaforte e riprende il codice mentre lo digiti sul telefono. E se qualcuno lo hackera, quel robot sa benissimo dove sono i coltelli da cucina.

Su questo lavoro con un termine che ho coniato, Violenza Domestica Sintetica, il rischio meno raccontato di una convivenza con macchine che apprendono dai nostri comportamenti, anche quando i nostri comportamenti non sono i migliori. È uno dei fili del mio nuovo libro Sentimento Sintetico.

In chiusura ho lasciato a chi ascoltava qualche consiglio diretto, dai più tecnici fino al promemoria che mi sta più a cuore. Chi cade in una truffa non deve vergognarsi, perché i truffatori non sono singoli malintenzionati, sono organizzazioni strutturate, con migliaia di affiliati che lavorano a tempo pieno, e sono quasi imbattibili. Vergognarsi serve solo a non parlarne, e non parlarne è esattamente quello che vogliono.

Grazie a Maria Teresa Tonutti per il lavoro che porta avanti con la Fondazione Tonutti, nata dalla sua esperienza personale e diventata uno spazio di ascolto e accompagnamento qualificato per le vittime di truffa. Grazie a Valentina Pagani per la conduzione e a tutta la redazione di Occhio alle truffe! per averci dedicato uno spazio prezioso.


— Sono l’autore di Digitalogia, già Bestseller Amazon in 4 categorie. Ho da poco pubblicato Metaprompting Strategico e Ucronìa: Cupertino. Se queste riflessioni vi toccano, seguitemi su LinkedIn (in italiano) e Medium (in inglese). Qui trovate tutti i miei libri, mentre qui ho fatto una selezione dei miei articoli per le testate di settore.


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