Kodak: l’azienda che ha inventato il futuro e poi l’ha buttato via.
Chi ha inventato la fotografia digitale? Kodak. Chi ha avuto paura di usarla? Kodak. Chi ha fatto finta di niente finché è stato troppo tardi? Sempre Kodak.
Divulgatore digitale, docente e consulente
In questa sezione esploro l’evoluzione del panorama digital, fornendo strumenti critici e strategie per navigare la complessità della comunicazione moderna.
Chi ha inventato la fotografia digitale? Kodak. Chi ha avuto paura di usarla? Kodak. Chi ha fatto finta di niente finché è stato troppo tardi? Sempre Kodak.
Ho fatto una canzone! No, dai, in realtà, non è che proprio l’ho fatta io. L’ha creata un’intelligenza artificiale, ma con un testo scritto da me, parola per parola. Ho preso il mio articolo Hype hype, hurrà! Quantum Computing: il nuovo hype è servito e l’ho trasformato in musica, grazie a Riffusion. Un esperimento per esplorare nuovi linguaggi, nuovi mezzi di comunicazione e vedere fin dove si può spingere la tecnologia quando si basa sulla creatività umana.
Il Quantum Computing è il nuovo hype del mondo tech, rilanciato da Microsoft proprio mentre l’entusiasmo per l’AI inizia a calare. È una rivoluzione concreta o solo un’altra bolla destinata a sgonfiarsi? Analizziamo il fenomeno e il suo impatto sul mercato.
Come ho raccontato su queste colonne, il mondo online si è riempito di video deepfake che clonano politici e celebrità, spesso per attirare click su falsi servizi, dal trading alle cure dimagranti. Ma immaginate, per gioco, che questa tecnologia venga usata per rimpiazzare i deejay famosi, con schermi e ledwall che li proiettano in consolle. Fin qui, nulla di strano. Il vero salto sarebbe rendere questi cloni digitali “senzienti”, capaci di interagire con il pubblico e adattare in tempo reale il djset al mood della pista. Le tecnologie per farlo esistono già, manca solo chi le interconnetta in modo efficace.
Quando pensiamo ai deepfake, cioè i video di persone famose a cui fanno dire qualsiasi cosa grazie a sistemi di clonazione con l’intelligenza artificiale, probabilmente ci vengono in mente i post sui social dove vari cloni di Maria De Filippi, Montezemolo e altre celebrità di vari settori ci promettono lauti guadagni con piccoli investimenti. La classica truffa con fantomatica piattaforma di moltiplicazione del denaro. Ovviamente le immagini dei protagonisti dei video vengono usate a loro insaputa, e gli interessati non hanno mai fatto quelle dichiarazioni.
Sempre più potente e sempre più economica per gli utenti, è l’intelligenza artificiale generativa, da ChatGPT in giù. Quindi, più si abbassano i costi e più il rischio che sia inserita nel flusso di “lavoro” dei criminali è alto, anzi, è sicuro. Se mettiamo assieme generazione di testi, immagini, video e audio, capiamo che la produzione di fake è praticamente già qui.
Essere docente lecturer nel corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, durante una lezione in Cyber-Humanities di Marco Camisani Calzolari, è stata una grande fonte di energia e ispirazione. Tornare in aula, dal vivo, fa sempre bene. Guardare negli occhi gli studenti per parlare di argomenti a me cari, come […]
Spesso sento dire che la sicurezza digitale, banalmente anche quella dei nostri smartphone, non è una cosa “che ci riguarda” e che se ne devono occupare le aziende e i produttori. Niente di più sbagliato! Ed è quello che spieghiamo sempre al Digital Security Festival.
Una riflessione sull’intelligenza artificiale tra regolamentazione europea e uso consapevole, durante una conferenza del Digital Security Festival.
Prima abbiamo ridotto il web a una accozzaglia di banner, popup, popunder, pre roll, pulsanti accetta, avvisi cookie, obblighi di abbonamento e immondizia varia che lasciano all’utente il 15% di schermo libero per leggere un testo. Ora alcuni ingegneri Google propongono le Web Environment Integrity API (API dell’Integrità dell’Ambiente Web) che ammazzeranno il web libero, cioè il web stesso.
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